Responsabilità limitata – Abolita con un decreto

Responsabilità limitata – Abolita con un decreto

Carissimi amici,

prendo spunto da un articolo, pubblicato sul Sole 24Ore, per invitarvi a riflettere nel caso vogliate avviare una S.r.l. o, se siete già in questa situazione, riflettere su una certezza durata molti anni e ormai sfumata.

Quante volte abbiamo pensato che il modo migliore di poter salvaguardare il nostro Patrimonio Personale fosse quello di pensare ad una Società a Responsabilità Limitata, o meglio ancora ad una Semplificata?

Quante volte, abbiamo riflettuto su quale fosse la soluzione migliore per creare una nostra attività e non estendere il rischio di impresa al nostro Patrimonio Personale, magari generato nel tempo con sacrifici o ereditato dai tuoi genitori?

Ecco che allora mentre tu sei concentrato sulla tua attività e pensi di avere preso la migliore soluzione possibile, qualcuno, pensando di farti un favore parlando di Cultura d’Impresa, sconvolge i tuoi piani.

Tutto ciò nasce ovviamente dal fatto che l’Agenzia delle Entrate, in caso di insolvenza da parte della S.r.l., non si trovi con un pugno di mosche in mano e non poter recuperare quanto dovuto dalla Società.

Onde per cui il Patrimonio dell’Amministratore e dei Soci diventa attaccabile.

Ma, come sempre, c’è un … Ma!

Prima che la Società arrivi ad essere insolvente, lo Stato dice all’Amministratore: “Devi poter monitorare alcuni indici di bilancio che dovrai monitorare costantemente e verificare se questi ti danno delle avvisaglie sulla crisi della tua impresa, perchè se cosi è, dovrai introdurre delle soluzioni affinchè tu non arrivi ad un livello di insolvenza verso i tuoi creditori sociali.

Per farla breve:

Cerca di capirlo prima, altrimenti paghi con il tuo Patrimonio Personale.

Carissimi amici,

questo articolo vuol essere uno spunto per darvi la possibilità di riflettere sulla vostra impresa e di poter eventualmente approfondire se possa riguardare la vostra reatà.

Consentitemi comunque una breve licenza di carattere leggermente politico e privo da qualsiasi riferimento di partito.

Una strategia politica di Crescita del Paese mi piace pensarla volta ad incentivare le Piccole e Medie Imprese, in qualsiasi forma giuridica siano esse s.r.l. o s.a.s. o ditte individuali.

Sono la vita e la spina dorsale e fonte a volte di occupazione giovanile.

Le nostre piccole imprese dovrebbero essere incentivate e incoraggiate a fermare i giovani evitando fughe di questi verso altri Paesi creando ricchezza altrove.

Ho la vaga impressione che questo impianto legislativo vada esattamente dalla parte opposta. E’ un impianto che parte lontano e che ha riguardato vari governi e colori politici.

Spero che qualcuno riesca a scoprire da dove spira il vento favorevole della crescita.

“L’autore di questo post è Costantino Ferrara, vice presidente di sezione della Commissione tributaria di Frosinone, già giudice onorario del Tribunale di Latina, presidente Associazione magistrati tributari della Provincia di Frosinone di cui ti riporto link; Sole 24 Ore del 13/2/2020

Altri riferimenti.

Sole 24 ore del 2/4/2019 – Allerta c’è la crisi

Le PMI in Italia